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WEST NILE IN POLESINE, PIANO DI SORVEGLIANZA E CORRETTA INFORMAZIONE

Il parlamentare polesano Diego Crivellari ha presentato un’interrogazione sullo stato dell’arte del programma di contrasto preoccupato dopo gli ultimate caso uno dei quali nella forma più grave.

ROVIGO 30/09/2017 – <Preoccupa questa nuova diffusione della febbre West Nile ed è opportuno che la cittadinanza sia informata correttamente. Ho chiesto al Governo quale sia lo stato dell’arte relativo alle attività di sorveglianza e contrasto del virus, e l’ho chiesto con la massima urgenza. Nei giorni scorsi si è registrato il quarto caso di West Nile Disease in Polesine nel giro di poche settimane: il paziente, un uomo di 52 anni residente nella zona del Delta del Po, avrebbe sviluppato la forma più grave della malattia, quella neuroinvasiva, poiché già gravato da patologie pregresse. Nel frattempo l’Ulss 5 polesana ha già previsto un intervento di emergenza nel Comune di residenza della persona ammalata, con l’obiettivo di evitare il possibile insorgere di focolai e diminuire i rischi, ma resta la preoccupazione per la diffusione del contagio sul territorio provinciale. Ricordiamo che il virus West Nile è una malattia infettiva acuta virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette del genere “Culex” che pungono prevalentemente dall’imbrunire, durante la notte e all’alba. Il virus ha come serbatoio alcuni tipi di uccelli (passeriformi e corvidi); i mammiferi, tra cui il cavallo e l’uomo che sono ospiti occasionali e non trasmettono la malattia. La malattia non si trasmette per contatto diretto con una persona ammalata. Nello scorso mese di gennaio, confermando l’allerta ministeriale anche per il 2017, il Governo – per tramite del sottosegretario on. Davide Faraone –  affermava che “le attività di sorveglianza umana non sono state modificate rispetto alla scorsa stagione e prevedono che vengano individuati e segnalati casi clinici importati tutto l’anno, autoctoni da giugno a ottobre, di forme cliniche neuro-invasive nelle aree a dimostrata circolazione. Il piano prevede inoltre la sorveglianza entomologica con l’attuazione di protocolli operativi diversificati in relazione alla presenza o meno di casi umani, basati sia sull’informazione della popolazione che su interventi ordinari di controllo con prodotti larvicidi, al fine di ridurre la presenza di focolai larvali peridomestici di zanzare, sia l’uso di adulticidi in caso di elevata densità delle zanzare. È urgente che ci sia una puntuale e specifica attenzione da parte di tutta la catena sanitaria Ministero, Regione e Azienda locale>.

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