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VOUCHER: IL LORO ABUSO CONTRARIO AL JOBS ACT

Il parlamentare del Partito Democratico Diego Crivellari in merito alle modifiche introdotte dal decreto 25 del 2017 con la cancellazione dei “buoni lavoro” e la reintroduzione della responsabilità solidale.

ROMA 04/04/2017 – <La scorsa settimana si sono susseguite le prese di posizioni di enti locali e categorie produttive che hanno manifestato la propria preoccupazione in merito all’abolizione totale dei cosiddetti “voucher”. Personalmente, ci eravamo impegnati ad una radicale revisione di questo strumento, sottoscrivendo e sostenendo la proposta Damiano, che mirava a circoscrivere l’utilizzo dei voucher. Comprendiamo, del  resto, le ragioni di molte categorie produttive. ma anche di associazioni, cooperative e di comuni che, attraverso questo strumento, potevano legalmente usufruire di forza lavoro stagionale o impiegare temporaneamente personale per progetti sociali limitati nel tempo. Ora, proprio in questi giorni, è approdato in aula alla Camera il decreto legge 25/2017: si tratta dell’iniziativa con cui il Governo Gentiloni ha deciso di cancellare l’utilizzo dei voucher, reintroducendo nel contempo la responsabilità solidale tra committente e appaltatori. Infatti, il Governo Gentiloni si è fin da subito posto l’obiettivo di evitare situazioni che finiscano ancora una volta per dividere e frammentare il mondo del lavoro, riattivando diatribe prevalentemente ideologiche su problemi che sarebbe piuttosto opportuno cercare di affrontare con gli strumenti della ragione e del buon senso. E per evitare che l’esito del referendum impedisse “sine die” di regolamentare temporaneamente alcuni lavori stagionali o straordinari, il Governo ha deciso di sopprimere gli articoli relativi ai “buoni lavoro”. Riteniamo non da oggi che l’abuso dei voucher rappresenti l’esatto contrario della filosofia del Jobs Act, che voleva e vuole premiare le aziende che assumono a tempo indeterminato.Vogliamo in queste settimane provare a raccogliere le indicazioni che verranno dalle categorie economiche e dal mondo associativo, per proporre, insieme ad altri colleghi, l’introduzione di strumenti che restituiscano la possibilità a tante persone, aziende, associazioni e comuni di incrociare la disponibilità, da un lato, e l’esigenza, dall’altro, di avere strumenti normativi in grado di regolare e legalizzare degli ambiti lavorativi e produttivi che potrebbero ricadere nel “nero”. Lo stesso sindacato è sicuramente interessato a non far ripiombare nel lavoro nero varie tipologie di.lavori” e a mantenere l’impegno per un buon impiego>.

Intervento OGM

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