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ULSS POLESANA: SI RICONOSCA LA SPECIFICITA’ DELLA NOSTRA PROVINCIA

Desta preoccupazione il possibile deficit di 48 milioni del bilancio preventivo dell’azienda sanitaria provinciale. Crivellari:<Necessario lavorare affinché i dati definitivi riducano sostanzialmente i tagli preannunciati>.

ROVIGO 27/03/2017 – <Un deficit di 48 milioni di euro per il bilancio preventivo della neo-costituita ULSS 5 Polesana>. Questa la preoccupazione del deputato del Partito Democratico Diego Crivellari a seguito delle ultime dichiarazioni del direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Compostella. <Crediamo che l’esistenza di una unica azienda provinciale – ha continuato Crivellari – dopo un lungo percorso di fusione, possa oggi essere giustificata soltanto dal sacrosanto riconoscimento della specificità di un territorio peculiare come quello del Polesine, ricordato pure dalle stesse parole del direttore generale. In questa ottica, il ruolo della Regione, che non manca mai di rimarcare l’eccellenza del nostro sistema sanitario regionale, dovrà compiere una scelta politica di fondo e porre la dovuta attenzione, anche dal punto di vista finanziario, alla tenuta e alle prospettive della sanità polesana. Ora è necessario lavorare in modo trasversale affinché i dati definitivi possano vedere almeno ridotto sostanzialmente i tagli preannunciati dal bilancio preventivo. La salvezza dei tre ospedali pubblici sarà soltanto il punto di partenza di questa giusta battaglia da condurre nelle sedi istituzionali opportune: il nodo centrale e decisivo, anche per il futuro, sarà per noi quello di riuscire a garantire il pieno e reale riconoscimento di una specificità territoriale e sociale della nostra provincia – ha concluso Crivellari – che trovi nella nuova azienda unica una realtà capace di interloquire, gestire e organizzare adeguatamente i servizi alle persone, con gli opportuni strumenti. Se si va, regionalmente, verso la richiesta di maggiori spazi di autonomia, su un terreno fondamentale per la cittadinanza come quello della salute ciò deve necessariamente tradursi nella difesa e nella valorizzazione del ruolo delle aree più marginali o periferiche rispetto ai grandi centri urbani>.

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