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PERICOLO SUBSIDENZA, CRIVELLARI CHIEDE AL GOVERNO DI INTERVENIRE

Il parlamentare del Partito Democratico ha depositato un’interrogazione per conoscere il programma degli interventi per un più incisivo contrasto al fenomeno.

ROMA 16/06/2016 – <Quali sono gli interventi che il Governo intende mettere in campo per un più incisivo contrasto al fenomeno della “subsidenza”? Non si tratta di attenzione al problema, ma di sapere se c’è un programma di intervento da parte del Ministero competente>. Così nell’interrogazione al dicastero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio da parte del parlamentare del Partito Democratico Diego Crivellari, preoccupato dei dati scientifici di questi ultimi giorni che rappresentano come un pericolo ancora presente per il Delta del Po l’abbassamento del suolo. <Da oltre quarant’anni l’Istituto di scienze marine del Cnr e l’Università di Padova sono impegnati nello studio e nel monitoraggio del fenomeno della “subsidenza”, movimento geologico che determina il lento abbassamento della crosta terrestre – ha continuato Crivellari –  in questo mese di giugno 2016 si è chiuso a Venezia il secondo Convegno internazionale dedicato al fenomeno della subsidenza nelle aree costiere. La ricerca più recente è basata sulle tecniche usate per il controllo dei livelli altimetrici, il cosiddetto approccio multi-banda integrato processando le immagini acquisite dal satellite Cosmo-SkyMed (banda X) dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e dal satellite Alos-Palsar (banda L) dell’Agenzia spaziale giapponese Jaxa. La ricerca del Cnr conclude evidenziando che Venezia è la città più nota nel mondo riguardo alla problematica della subsidenza relativa, cioè la perdita di altimetria del suolo rispetto al livello del mare dovuta alla combinazione di subsidenza, abbassamento del terreno ed eustatismo che è il fenomeno opposto dell’innalzamento del mare. Laguna ed il Delta del Po rappresentano quindi ecosistemi molto vulnerabili, la pianura costiera che li circonda è generalmente soggiacente al livello marino, anche di oltre 4 metri, ed il rischio idrogeologico ambientale associato è particolarmente elevato, con rischi di inondazione e desertificazione. Per la prima volta, è stato osservato come la subsidenza delle aree naturali o agricole sia diversa da quella dei rilevati arginali (strade e corsi d’acqua) che le attraversano. Al margine settentrionale della Laguna la subsidenza delle aree naturali è circa doppia di quella dei corpi arginali, fino a 7 millimetri l’anno contro 4, mentre nel Delta del Po il comportamento è opposto, con le strutture antropiche che risentono di una subsidenza maggiore delle zone coltivate. Ad esempio la centrale elettrica di Porto Tolle è caratterizzata da cedimenti che superano i 15 millimetri l’anno. In particolare – ha concluso Crivellari –  nell’area del Delta del Po è oggi certificata l’esistenza di porzioni del territorio che si abbassano al ritmo di 2 centimetri l’anno. Sono certo che il Governo non mancherà di attenzione verso il problema e per questo ho chiesto quale sia il futuro programma di interventi>.

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