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Parco del Delta: sorpresa per l’annuncio del Ministro Costa

In queste ore sta destando sorpresa l’annuncio del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che avrebbe affermato di lavorare per far diventare in tempi rapidi il parco del Delta del Po un parco nazionale. Che cosa potrà accadere da oggi in avanti? Come è noto, la Legge di bilancio 2018, poco più di un anno fa, aveva dato il via libera alla creazione di un parco interregionale, cioè alla definizione di un nuovo organismo condiviso dalle regioni Veneto ed Emilia-Romagna, privo dei vincoli previsti per legge per i parchi nazionali. Una soluzione di compromesso che, anche a chi scrive, appariva di assoluto buonsenso, perché 1. capace di prevedere come “clausola di salvaguardia” l’intesa obbligatoria delle due regioni e quindi dei territori coinvolti; 2. capace altresì di disegnare un nuovo e diverso modello di parco e di area vasta, consentendo di integrare finalmente un territorio unico e ripensarne unitariamente lo sviluppo; 3. capace infine di venire incontro opportunamente ad alcune politiche come il riconoscimento Mab Unesco, che tra i suoi obiettivi metteva proprio l’integrazione ritenuta ormai necessaria dei due parchi.

Dopo le elezioni del 4 marzo e il cambio di governo, il tema è purtroppo scomparso dai radar e da più parti si è pensato, evidentemente, di poterlo ignorare come se non esistesse. O decidendo di concentrare una discussione ormai residuale sull’approvazione di una riforma regionale della governance dei parchi che, in Veneto e nel Delta, rischia di protrarre sine die l’espropriazione del potere in mano a sindaci e territori, dopo un commissariamento che dura ormai da anni. Per una di quelle eterogenesi dei fini che non mancano mai nella storia, l’annuncio di un ministro di un governo a forte trazione leghista potrà, dovrà, credo, portare le Regioni e gli enti coinvolti a riprendere in mano la questione e a decidere quale percorso coerentemente intraprendere. Senza sposare posizioni preconcette o corporative, né puntare allo splendido isolamento. Le barricate non servono, in questo caso. Enti locali e relativi territori devono tornare ad essere protagonisti, devono essere coinvolti nelle scelte ed essere stabili interlocutori (anche) del governo nazionale. La nostra Regione deve abbandonare l’inerzia di questi mesi e spiegare se e come intenda perseguire seriamente la via della interregionalità. Il nodo del Parco, la possibilità di coniugare sviluppo sociale ed economico con la tutela di un ambiente straordinario, non può più essere eluso.

Diego Crivellari

Rovigo, 27 ottobre 2018

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