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Legge “Dopo di Noi”: oggi una realtà grazie a risorse concrete

Il parlamentare polesano Diego Crivellari indica le cifre a disposizione per il territorio della provincia di Rovigo che il dispositivo 112 del 2016 aveva indicato a favore delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare: Per la ULSS 5 circa 500 mila euro in due anni.
ROVIGO – La legge sul Dopo di Noi ha oggi basi solide e concrete per dare un forte sostengo ai cittadini che, colpiti da disabilità grave e prive di sostegno familiare, rischiano giorno dopo giorno la loro istituzionalizzazione presso strutture pubbliche di ricovero. La legge del 22 giugno 2016, la n. 112 recante le “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, fortemente voluta dal Partito Democratico e dal Governo del paese, ha istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. Per il Veneto il fondo ha previsto un riparto di 10milioni in due anni e per l’azienda sanitaria polesana si tratta di risorse che si aggirano intorno al mezzo milione di euro. Le risorse pubbliche servono a finanziare misure di assistenza, cura e protezione nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive del sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di fornire l’adeguato sostegno genitoriale, nonché in vista del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l’esistenza in vita dei genitori. Il Fondo è destinato ad attivare e potenziare programmi di intervento volti a favorire percorsi di deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare e che tengano conto anche delle migliori opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Inoltre a realizzare, ove necessario e, comunque, in via residuale, nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, interventi per la permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza. Per interventi innovativi di residenzialità per le persone con disabilità grave volti alla creazione di soluzioni alloggiative di tipo familiare e di co-housing, che possono comprendere il pagamento degli oneri di acquisto, di locazione, di ristrutturazione e di messa in opera degli impianti e delle attrezzature necessari per il funzionamento degli alloggi stessi, anche sostenendo forme di mutuo aiuto tra le persone con disabilità. E non ultimo sviluppare programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile delle persone con disabilità grave.
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