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SEGGIO SUL TERMINALE LNG: IL GOVERNO SI IMPEGNA PER GARANTIRE IL DIRITTO DI VOTO AI LAVORATORI OFF SHORE

Il parlamentare Diego Crivellari solleva il caso della mancata possibilità di esercitare la preferenza da parte delle maestranze della piattaforma in occasione del referendum del dicembre scorso. Il Sottosegretario Bocci conferma l’impegno dell’Esecutivo per trovare una soluzione nel breve.

ROMA 22/02/2017 – <Quando esercitare il diritto di voto diventa impossibile: il caso è accaduto ai lavoratori della società Terminale GNL Adriatico Srl, impossibilitati a votare presso il comune di residenza, in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, in quanto impegnati nel turno di servizio sulla piattaforma marittima al largo della foce del Po nel comune di Porto Viro. Seppur per un numero ristretto la questione era di fondamentale importanza e valenza. All’interrogazione parlamentare ha risposto a nome del Governo, ieri l’altro, il Sottosegretario di stato per l’Interno Giampiero Bocci che ha sottolineato come in considerazione della peculiarità del caso, la questione segnalata sarà oggetto di un opportuno approfondimento di carattere tecnico anche alla luce delle modifiche di questi giorni sulle norme per le consultazioni referendarie. Il Governo si di fatto impegnato nel breve allargare la platea di coloro che possono votare fuori dal comune di residenza in un seggio diverso, come già accade per le Forze armate, appartenenti ai corpi militari organizzati, alle forze di polizia e al corpo nazionale dei vigili del fuoco, naviganti, aviatori che si trovino fuori residenza per motivi di imbarco, degenti in case di cura, detenuti o i cittadini sfollati dai comuni colpiti dagli eventi sismici. Con l’allargamento verrebbero compresi anche i lavoratori operanti sui terminal offshore come quello al largo di Porto Levante, evitando la limitazione della possibilità di voto come accaduto lo scorso dicembre. La questione era stata posta dalla società Adriatic LNG che si era rivolta alla prefettura di Rovigo, alla vigilia del voto referendario, chiedendo un parere circa la possibilità di considerare il personale in servizio sulla struttura, iscritto ovviamente nelle liste elettorali dei comuni di residenza, alla stregua dei naviganti fuori residenza per motivi di imbarco, per i quali è ammesso il voto presso il comune ove si trovano. La richiesta era stata supportata altresì da una petizione, avviata dalle organizzazioni sindacali tramite con la quale veniva rivendicato, per il personale in servizio al largo, il diritto costituzionale di voto. Sulla specifica questione, la Prefettura aveva giustamente rappresentato alla società che il personale che lavora sulla piattaforma marina non rientrava nelle categorie che ad oggi la norma permette l’esercizio del voto al di fuori dei propri seggi elettorali di residenza. Come parlamentare polesano ho voluto trasformare il quesito in una interrogazione e come sottolineato dal Sottosegretario Bocci, il Governo si è impegnato nel correggere un vuoto di norma per dar seguito a quanto la Costituzione garantisce in occasione delle elezioni o delle tornate referendarie>.

Terminal LNG

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