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Basta ai morti per amianto, serve subito un piano regionale

“Esistono realtà lavorative dove tutt’oggi si opera sotto un cielo di Eternit. Mancano fondi per rimozione e smaltimento perché a livello regionale, evidentemente, non c’è l’interesse di salvaguardare la salute dei lavoratori”. Questo è il commento del candidato al consiglio regionale Diego Crivellari sulla questione “amianto”, argomento emerso ieri sera al Teatro Comunale di Costa di Rovigo durante l’appuntamento organizzato con il senatore Andrea Ferrazzi, membro della Commissione Territorio e Ambiente a Palazzo Madama.
Secondo l’ex parlamentare Crivellari, impegnato nella campagna elettorale che lo vede candidato nella lista del Partito Democratico per le consultazioni Regionali del prossimo 20 e 21 settembre, in troppi edifici veneti e polesani ci sono elementi in eternit, i cui effetti sulla salute umana sono estremamente dannosi, in quanto le fibre in asbesto di cui è composto provocano il cancro. La produzione, la lavorazione e la vendita di eternit sono fuori legge in Italia dal 1992, per merito della legge 257, la prima norma che si occupa anche dei lavoratori esposti all’amianto. Sulle operazioni di bonifica sono previste agevolazioni fiscali e contributi ma si è fatto ancora troppo poco in questo senso. “Lo sviluppo di un territorio passa anche per le tematiche ambientali e per questo motivo – aggiunge il senatore veneziano Ferrazzi – dei 209 miliardi di euro del Recovery Fund destinati all’Italia, ben 76 miliardi di euro sono solo per la transizione verde, il 37% del totale”. Sulla base di queste osservazioni, Crivellari ha spiegato: “È il momento di agire, perché si è arrivati finalmente ad una sensibilità maggiore da parte di tutti. A questo proposito intendo impegnarmi in Consiglio Regionale sul fronte ambientale e sul tema della sicurezza sul lavoro: in Veneto ancora non c’è un piano regionale per l’amianto. Eppure, ancora oggi si continua a morire in silenzio per gli effetti dell’esposizione all’amianto”.
Nel colloquio con l’amico e senatore Ferrazzi, che sostiene con stima e affetto il candidato, Crivellari è poi intervenuto sulla questione delle infrastrutture: “Rinnovo il mio impegno per portare l’attenzione sul tema delle infrastrutture polesane. Quello che è mancato in Regione è la capacità di inserire questo tema nella programmazione nazionale, ne è una prova il mancato completamento della Transpolesana”. Non è mancato poi un richiamo alle politiche sul turismo, tema a cui è molto affezionato Crivellari e sul quale punta particolarmente nel suo programma elettorale: “C’è stata molta disattenzione su questo tema, che coinvolge e implica molti altri aspetti. I nostri piccoli centri come Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Arquà Polesine sono territori che nei prossimi anni si presteranno sempre più al turismo lento, di visitazione, che alterna la bicicletta alle vie d’acqua. Nel Delta, soprattutto, esistono già diverse realtà di giovani che vivono di questo turismo, con attività di bed and breakfast e guide turistiche. È un’economia nuova che si svilupperà maggiormente nella misura in cui la Regione attuerà politiche pubbliche adeguate, utilizzando risorse europee, nazionali e regionali per implementare un nuovo modello di sviluppo per il Polesine”.

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