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Anziani: serve un cambio di passo in Regione

La situazione in cui vivono molti anziani, in particolare quelli soli, è drammatica e la Regione non può continuare ad ignorare i dati: nell’ambito dell’ULSS 5 Polesana, a fronte di una popolazione di 236 mila abitanti, sono oltre 62 mila gli ultra sessantacinquenni. Per ogni 10 giovani (0 – 14 anni), ci sono 24 anziani, oltre un quarto della nostra popolazione. Questo rapporto è tra i peggiori del Veneto. Se da un lato gli anziani aumentano, dall’altro servizi come sanità, assistenza alla persona e trasporti, vengono ridotti all’osso. In particolare, i costi per un anziano non autosufficiente sono altissimi e le pensioni si aggirano in media sui 1.300 euro lordi per gli uomini e circa 650 euro per le donne.
In questi dieci anni la Giunta Zaia avrebbe dovuto approvare una nuova legge che permettesse di sostenere concretamente le famiglie, evitando che un parente non autosufficiente gravasse come una “minaccia per il futuro” sui singoli nuclei familiari. I numeri non mentono ed è evidente che a fronte di una situazione in cui la popolazione invecchia sempre più la Regione avrebbe dovuto iniziare a programmare città “a misura di anziano e di anziana” con particolare attenzione alle donne ultraottantenni, a ideare servizi integrati a livello di condominio e servizi a supporto di contesti abitativi con maggiore incidenza di residenti anziani.
La Regione non può continuare a far finta di niente: anziani e anziane, in particolare quelli costretti a vivere soli e i non autosufficienti, meritano attenzione, sostegno e investimenti da parte della politica. Occorre un cambio di passo per venire incontro alle esigenze di una categoria troppo spesso dimenticata.

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