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CRIVELLARI: L’ACQUA E’ E RIMANE UN BENE PUBBLICO

Il deputato polesano chiarisce la posizione del Partito Democratico sul sistema idrico durante la discussione del DDL sulla “Gestione pubblica delle acque”: accuse infondate e strumentali, nessun tradimento del “referendum del 2011”.

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ROMA 17/03/2016 – <In questi giorni, è in discussione alla Commissione Ambiente della Camera il c.d. ddl “Gestione pubblica delle acque”. Siamo stati accusati in maniera del tutto propagandistica di “tradimento del referendum del 2011” e per questo ritengo utile chiarire ciò che si è fatto e ciò che si farà in merito al sistema idrico. Inutile dire che, dato il momento storico, futuro di Polesine Acque, rapporto con Cvs, tariffe ed altro ancora, il tema è particolarmente sentito anche in Polesine. I nostri emendamenti sono intervenuti sul quadro normativo esistente relativo a tutto il ciclo dell’acqua (tutela, pianificazione e gestione della risorsa idrica), dando piena attuazione all’esito del referendum del 2011 che ha sancito: il no all’obbligo di privatizzazione della gestione e  il no alla remunerazione del capitale investito a carico della tariffa. Al centro c’è l’obiettivo di garantire a tutti i cittadini l’accesso all’acqua, a un servizio di qualità, a un uso responsabile e sostenibile della risorsa idrica, dando stabilità al settore affinché faccia investimenti. Il referendum ha segnato la strada, noi abbiamo lavorato in quel solco in questi anni e anche con gli emendamenti a quest’ultimo testo. Che non esiste un merito del privato rispetto al pubblico lo abbiamo reso evidente con l’art. 4 stabilendo che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale d’interesse economico generale assicurato alla collettività e assegnando tra i possibili criteri una priorità all’affidamento diretto in favore di società interamente pubbliche partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale ottimale. Lasciando però libertà d scelta ove il privato agisca con una maggiore convenienza basata sui dati di fatto. Voglio citare i passi fatti fino ad oggi: nello Sblocca Italia, con l’articolo 7, che è intervenuto sugli articoli 147 -149 -149bis – 150 del Codice dell’ambiente in materia di organizzazione territoriale del Sistema idrico integrato, del Piano d’ambito, dell’affidamento del servizio e dei rapporti tra Autorità d’ambito e gestori del servizio e nel Collegato Ambientale (articoli 51 – 58- 60 – 61) dove si è intervenuti sul  riassetto, la tutela e la pianificazione della risorsa idrica (autorità di distretto, pianificazione di bacino) andando a modificare gli articoli 54-63-64 del Codice dell’ambiente e sul Fondo di garanzia delle opere idriche, sulla tariffa sociale del sistema idrico integrato, introducendo disposizioni in materia di morosità. I nostri emendamenti rispettano quanto chiede l’Europa sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, che ha escluso espressamente dal proprio ambito di applicazione il settore idrico in considerazione proprio dell’importanza dell’acqua quale bene pubblico di valore fondamentale per i cittadini.  In merito alla copertura dei costi del Servizio idrico integrato (art. 8)abbiamo meglio definito le forme di finanziamento, riconducibili alla tariffa e quindi non a una “generica” tariffa, ma a quella già definita dal codice ambientale. Tra le priorità dunque diritto all’acqua, bolletta trasparente e risparmio idrico>.

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